Gay & Bisex
La nostra prima volta
aperto28
15.04.2011 |
21.039 |
7
"Voleva un pompino e lo ebbe: iniziai a leccarlo, e ad ingoiare il suo cazzo con veemenza, quasi fino a perdere il respiro; intanto lo sentivo crescere sempre piu' e la sua cappella diventare sempre..."
eravamo entrambi piccoli, forse 15 o 16 anni, comunque di un'età inconsapevole, nuova e curiosa.L. era stato il mio amico di sempre. avevamo fatto le elementari e le medie insieme: io il secchione, lui il monello; quella tremenda diversità ci univa, complici e sornioni.
Avevo sempre immaginato di essere gay, sin dall'infanzia, e avevo sempre immaginato che lui lo sapesse, perché certe cose, soprattutto quando si è molto a contatto, non si possono non notare, o almeno sospettare. tuttavia avevo rimandato quell'imbarazzante confronto a data da destinarsi, temendo cio' che sarebbe potuto succedere alla mia vita e alla nostra amicizia.
Gli eventi pero' sono a volte ben piu' veloci delle nostre volontà.
Capito' così inaspettatamente, in una notte d'estate a casa mia, dormendo sul lettone dei miei, partiti in vacanza.
Lo avevo vicino quella notte: era bellissimo! fisico delineato, occhi vispi, labbra carnose e un buon profumo. Avevamo visto un film e avevamo deciso di addormentarci, almeno lui, perché io sapevo già che avrei speso del tempo per prendere sonno. Si spensero le luci, e giu' sotto le lenzuola. Passo' una mezz'ora e sembrava che lui dormisse già, io invece con gli occhi chiusi per finta, immaginando cosa sarebbe potuto succedere se solo avessi fatto il primo passo... a farlo, inaspettatamente, fu lui.
Io ero rannicchiato di lato e la mia schiena toccava la sua. Quando ad un certo punto lo sentii muoversi, girarsi verso di me, e poggiarmi una mano sulla coscia. Non sapevo cosa dovevo fare, il cuore pulsava a mille all'ora. mi avvicinai a lui lentamente, cercando di arrivare col sedere a toccare i suoi boxer; ci riuscii, e dopo due-tre minuti, senti la sua mano scivolare dalla coscia,al basso ventre, stringendomi. Mi stava abbracciando, premendo a sé, e il mio sedere si avvicinava sempre piu' stretto ai suoi boxer. Ero imbarazzato, e tremendamente eccitato, così mi girai: mi ritrovai faccia a faccia con lui, che sembrava ancora dormire, tenendomi tra le sue braccia. anch'io feci finta di non essere sveglio. Si è sempre piu' sicuri quando le cose che vogliamo di piu' nel nostre profondo ci capitano per caso, piuttosto che per nostra volontà. Feci scivolare la mia mano sul suo addome e con molta lentezza sui suoi boxer, che non riuscivano ormai piu' a trattenere il suo bel cazzo. Era grande e aveva quell'odore inconfondabile, acre e eccitante, che il desiderio e una notte di un'estate caldissima possono creare.iniziai a toccarlo leggermente, mentre lui inizio' a sfiorarmi le labbra, con le dita. Il mio sogno si stava realizzando. Mi avvicino' ancora piu' a se e mi bacio', accavallando le sue gambe alle mie,mentre io sempre piu' forte lo toccavo tra le sue mutande. non si poteva far piu' finta di dormire: l'innocenza e la curiosità infantile stavano sempre piu' diventando un lontano ricordo. Aprimmo gli occhi, i nostri respiri si incrociarono, le nostre mani si incontrarono: le mie a cercare il suo pene, le sue a palpare il mio sedere. Non potevamo piu' nasconderci, nelle nostre fantasie e desideri. Così lui mi afferro' fra i capelli spingendomi in basso. Voleva un pompino e lo ebbe: iniziai a leccarlo, e ad ingoiare il suo cazzo con veemenza, quasi fino a perdere il respiro; intanto lo sentivo crescere sempre piu' e la sua cappella diventare sempre piu' rossa. giocai con la lingua, passandola attrono al glande, e poi sulle palle, lo sentivo gemere, anche io godevo, quando con uno scatto improvviso mi ribalto. ero sdraiato e lui ora mi baciava il sedere, palpandolo, mentre con le dita cercava l'ano. lo trovo' e inizio' con 1, 2, 3 dita, con calma, poi forte, poi di nuovo calma, e poi ancora forte. in 10 minuti, tra giochi di dita e giochi di lingua, L. era riuscito a prepararmi alla scopata. Entro' senza girarci troppo attorno, tutto d'un colpo, e io gridai. Lui mi afferro' forte a sé dicendomi "il peggio è passato". Così fu. Non feci tempo a rendermi conto del dolore, che già provavo piacere: le nostre carni si univano, in un moto confuso, a volte sincronizzato, a volte no. io ero sotto di lui: sentivo il suo sudore, il suo respiro tra le orecchie, sentivo spingerlo sempre piu'. Mi sussurro' "sono il primo, e te lo ricorderai". Duro' 15 minuti intensissimi quando lo sentii venire dentro, e il suo corpo allentarsi appoggiandosi al mio. rimanemmo così per pochi minuti, che furono pero' silenziosi e interminabili: sapevamo entrambi che il giorno dopo non sarebbe stato come i 15 anni di prima, mi alzai, lo baciai, andai in bagno, il mio buco lo sentivo ancora pulsare, e le mie gambe tremavano. mi lavai velocemente cercando di mantenere il suo sapore addosso. Tornai in camera, e lui dormiva. Mi sdraiai sul letto anche io, e di nuovo le nostre schiene tornarno a sfiorarsi.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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